Come si decoravano le belle tavole negli anni Sessanta tra ricordi e i consigli della Nonna

cucina, consigli in cucina, apparecchiare la tavola, corso di cucinaSicuramente il decorare una tavola a detta della nostra cara Nonna è quasi come fosse una vera forma d’arte. Un arte magari minore questo si ma che porta i suoi bellissimi risultati se viene fatta bene e con passione. Non dimentichiamoci mai che una volta la bella tavola era un punto d’onore in molte case, tanto che veniva curata spesso dal capo famiglia in persona aiutato poi da schiere di figlie e nipoti. A tavola nel passato un pò meno oggi, si discuteva di fatti e avvenimenti importanti o magari storici. Che bei ricordi si hanno quando la Nonna ci racconta delle belle e lunghissime tavolate piene di parenti e amici dove il mangiare era davvero una gioia, un divertimento che durava anche molte ore tra discorsi, brindisi e ottime portate. Tutto questo purtroppo è soltanto passato e secondo me molte persone lo rimpiangono visto la grande fretta e la velocità con cui ci dobbiamo confrontare ai nostri giorni con questo mondo frenetico e indecifrabile. Tutta questa fretta e questa velocità poi per chi… e soprattutto per quale motivo?!

I vecchi e preziosi consigli della Nonna per un ottima e bella tavola.

Cerchiamo se possiamo ogni tanto nelle nostre case di ricreare quella bella atmosfera perduta. La Nonna ci dice che quando era giovane, la tavola veniva apparecchiata seguendo due sistemi fondamentali, che erano il sistema “tradizionale” e quello detto “all’americana”, portato come si intuisce dalle nuove mode venute da oltre Oceano. Se la nostra Nonna sceglieva il metodo diciamo “classico”, cercava sempre di dare un tocco di modernità, magari con la scelta della tovaglia giusta. Usava delle tovaglie di Fiandra e quelle bianche, finemente ricamate. Le più simpatiche e belle erano quelle colorate con i più svariati disegni e tessuti. Naturalmente la Nonna ci consiglia di scegliere la tovaglia che più si intona con il servizio da tavola che vogliamo usare. I sottopiatti e in centro-tavola nell’apparecchiatura della tavola all’americana possono essere di vari tessuti e di vario colore. Per chi amava i pranzi cosiddetti “rustici”, il servizio da tavola poteva essere anche di rafia colorata.

Come venivano disposti i piatti, le posate e i bicchieri a tavola.

La disposizione dei piatti, delle posate e dei bicchieri per un pranzo “normale” era il seguente:

in ordine simmetrico, al centro della tavola vengono disposte le bottiglie del vino, le brocche di acqua (ne basta una se i commensali sono pochi), il porta sale e il porta pepe ed altri eventuali accessori. Questa è un apparecchiatura essenziale, uguale per ogni tipo di tavola. Ma la Nonna ci ricorda non basta una corretta messa in tavola per fare una tavola “elegante”. Apparecchiare è una regola ma scegliere, accordare i servizi, curare i colori e gli spazi e altre finezze del genere sono arte, basate molto sul gusto e sull’abilità della padrona di casa.

Ordine e armonia sulle tavole apparecchiate degli anni Sessanta.

Perché una tavola sia elegante occorre armonizzare i vari servizi, cercando di evitare possibili stonature. Per esempio una delicata cristalleria romantica non si adatta bene con un servizio di paglia per tavole all’americana. Così come le rustiche scodelle di legno contrastano su una tavola apparecchiata con una tovaglia di tessuto di organza finemente ricamata. Si deve avere cura di calcolare poi gli spazi e disporre in modo simmetrico e preciso i vari elementi sulla tavola. La Nonna sulle sue tavole non esagerava mai col numero di posate. La trova molto antiestetica e pure di cattivo gusto a suo dire. Meglio cambiarle man mano eventualmente che metterne a tavola più di tre ordini di posate. Lo stesso per i bicchieri, due massimo tre e non di più per ogni ospite. Vanno di solito disposti in modo trasversale a destra, in ordine decrescente (cioè il più piccolo davanti) e possibilmente allineati tra loro. Se volete accanto alle posate si possono disporre dei segnaposti a tema, magari romantici o scherzosi e divertenti. Per quanto riguarda gli accessori come i porta sale, il porta pepe o le salsiere possono essere disposti qua e là sulla tavola a caso, non allineati tra loro così da creare una bella armonia. Poi se volete aggiungere la “nota” forse più importante e decorativa che è il centro tavola e non avete idee o qualche oggetto originale da usare potete farlo con i soliti bellissimi fiori perché con essi non si fa mai brutta figura, a patto che siano un bel mazzo di fiori freschi messo in un vaso molto bello a vedere e non troppo semplice nelle decorazioni. Se non avete neanche i fiori non importa, non mettete nulla, l’importante che il centro tavola sia sempre e sicuramente un oggetto di buon gusto, perché da protagonista della tavola, può diventare invece lo strazio di essa. La Nonna per esempio ai suoi tempi spesso amava mettere come centro tavola composizioni di vegetali, come ghirlande di rapanelli, pomodorini a piramide, mucchi di frutta allegra etc. per dare quel tocco di casalingo e soprattutto di simpatica ospitalità e sembra che non sbagliava mai. Usava a volte anche i centro tavola con il metodo dell’Ottocento, cioè dei vecchi candelabri dove al posto delle candele metteva dei fiori oppure con delle piccole statuine in porcellana pregiata o ancora per chi lo possiede un bellissimo e pregiato oggetto di antiquario. In conclusione la Nonna dice che il centro tavola comunque deve suggerire l’estro personale, la simpatia della padrona di casa che con la propria fantasia e abilità adatterà l’oggetto prescelto alla tavola ben apparecchiata e accenderà la grande gioia e la felicità di fare un ottimo pranzo insieme ai suoi amici.

Come si decoravano le belle tavole negli anni Sessanta tra ricordi e i consigli della Nonnaultima modifica: 2012-04-23T12:41:00+02:00da kigei
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